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Tornare..dove tutto è cominciato.

Dicono che la nostra mente sia il contenitore per eccellenza e lì vi è tutto. Memorizzato e zippato come in un computer, archiviato per anni o per importanza di emozioni e lestamente rintracciabile cliccando sulla freccettina in alto, dove è conservata l’ultima versione salvata. La memoria è qualcosa di indefinito, probabilmente pari all’immensità del cielo e non ha sostanza. Non ha un inizio ben preciso e la fine non ci è data sapere ma a volte, si trasforma in un’ amica affettuosa che protegge e inganna. E per scoprire i suoi giochi bisogna tornare là, dove tutto è cominciato.

Di Cristiana Zamboni

Strano, è passato così tanto tempo, eppure sembra tutto così…presente.

Citazione dal film Tornare di Cristina Comencini

Arrivi ad un punto della tua vita in cui comprendi chi sei e scavi fra i ricordi per cercare una qualche conferma che dia forza e lustro a ciò che sei diventato. Provi a guardare vecchie fotografie e scopri che alcune sono già ingiallite eppure non ti senti e probabilmente non ti sei mai sentito, attraversare da tutto quel tempo. Allora scegli di affidarti alle parole  delle persone che hanno contornato i tuoi giorni e scopri che, fra sorrisi e smorfie, ricordano anche loro qualcuno che a te sembra quasi estraneo.

Mio padre era un militare ed aveva avuto la sfortuna di avere due figlie femmine, come i tutte le famiglie ci sono i ruoli… no, quindi mia sorella era la santa e io…la ribelle.

Alice, citazione dal film Tornare di C. Comencini

I loro ricordi assomigliano così tanto ai tuoi che senti crescere nell’intimo la possibilità che le tue memorie siano soltanto il frutto di un qualche sentito dire, come se diventassi parte di un romanzo scritto da altri o di un semplice pettegolezzo.

Nelle storie si comincia sempre dall’inizio, invece è un errore. Bisogna conoscere prima il punto di arrivo e poi scorticare progressivamente,gli strati di pelle di cui è fatta una vita.

Cristina Comencini 

Puoi scegliere se è così fondamentale dilatare, alla tua età, la tua stima o passare oltre. Del resto hai perfettamente recepito che il più delle volte tempo è un lusso, ed aggrovigliarti intorno al nulla può essere superfluo se non addirittura scomodo e messaggero di obliate tristizie.

Ma i ricordi sono tutto ciò che resta di una vita passata, dove mattone dopo mattone hai cercato di costruirti andando al passo col progresso, con gli usi ed i costumi del tuo tempo e con chi ti chiedeva sempre di più. I graffiti della mente sono ciò che ti rimane di chi eri e quella strana nenia malinconica che ogni tanto senti provenire in lontananza, deve avere una qualche attinenza con te e, forse, si nasconde fra le intercapedini della memoria.

La memoria ti riporta solo quello che vuoi ricordare.

Citazione dal film Tornare di C. Comencini

A volte senti il coraggio di quando eri giovane defluire nelle vene, grazie anche alla complicità dell’ultimo film di Cristina Comencini, intitolato Tornare. E’ facile comprendere Alice, passata protagonista di La bestia nel cuore, una donna che torna nella grande casa al mare dei genitori dopo molti anni di assenza, per il funerale del padre. Un militare a tratti anaffettivo e dai risvolti possessivi e violenti.

Alice aveva vissuto lì fino al 1967 e conosceva tutto di quei luoghi arroccati sulla cima di una scogliera, o almeno così la sua memoria le ha sempre fatto credere. Ma, appena rimasta sola, si scopre in compagnia di una ragazza che sprizza vitalità da tutti i pori. Allegra, vivace e completamente libera, in perenna attesa del sabato sera.

Io mi chiamo Alice, come “Alice nel paese delle meraviglie”. Lei è l’unica che non si fa fregare, infatti non è una principessa. Perchè tutte le principesse si fanno fregare.

Alice, citazione dal film Tornare di C. Comencini

La protagonista incarna la nota figura di tutti quelli che hanno avuto l’infausta fortuna di esser definiti ribelli. Voleva vivere e sentiva il fresco fuoco scivolare fra le vene. Era una sopravvisuta, pensava lei, un’anima libera che la vita, ad un certo punto, decide di incarcerare.

Ad una fugace occhiata sembrava una ragazza come tante, briosa e felice di esistere. Ma nel suo intimo, il moto di rivoluzione in continua ascesa che mal concepivano gli altri, era solo un modo per cancellare la freddezza di un padre incastrato nei costumi di una mente borghese degli anni sessanta. Inoltre Alice, vestiva perfettamente gli abiti di figlia scompigliata e amata in silenzio da una madre amputata nell’animo, incapace di contravvenire alle leggi morali di un antica cerimonia nuziale e  quasi sempre principessa abbandonata sul talamo sponsale.

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.
Rita Levi Montalcini

Seguendo di pari passo i fotogrammi della pellicola, accompagnata da colei che eri, inizi il viaggio nel mezzo del cammin della tua vita dalla fine dei tuoi ricordi in cui l’oggi è più vivido che mai e si diverte ad ostacolarti in quel che vai cercando.

Provi ad entrare in quel labirinto conscio di non aver situazioni complicate da spolverare. Del resto la mente è solo un  ingranaggio futuristico in cui ti muovi come un collezionista seriale. Voci, suoni, cose, libri, scarpe, immagini e sensazioni sono i cimeli che hai iniziato a coltivare solo da poco tempo, da quando, come gli antichi eroi greci, comprendi che tutto ha un limite.

Silenziosamente la penombra svela un lungo corridoio di una grande casa dal profumo di mare. Percepisci il rumore delle onde sbattersi contro gli scogli, ricordano un altalenante cantare della radio che gracchia quando perde la sintonizzazione, ma appena girato l’angolo, le note arrivano istantanee ed il volume si alza all’improvviso.

Non c’è passato, non c’è presente, non c’è futuro. Il tempo è solo un modo per misurare il cambiamento.

Carlo Rovelli

Spaventato, percepisci che la memoria è facilmente assimilabile a tutte quelle porte che vedi scorrere, alcune chiuse e con la chiave ancora nella serratura, altre completamente spalancate e poi, al buio, scorgi quegli ingressi serrati e la chiave è sparita.

Poter tornare davvero indietro sarebbe come il concretizzarsi della miracolosa seconda possibilità a cui spesso qualcuno ambisce. Sarebbe come possedere l’enorme potere della vita, l’immortalità. In cui presagire, prevenire e, in ultima istanza, agire sono solo le uniche cose che ti è chiesto di fare. Si potrebbe non commettere atti impuri, non dire falsità, fermarsi quel benedetto secondo prima che tutto accada. Si potrebbe rivire ancora e ancora, ma tutto diverso, tutto nuovo e giusto, così come sei adesso. Esperto e scrupoloso, abile nel contare fino a dieci.

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi. Questo scriveva Ernest Hemingway nel 1940 in “Per chi suona la campana”. Se guardate al vostro passato, vi è mai capitato di pensare..in quel giorno o in quella stagione è successo qualcosa che ha cambiato la mia vita. Pensateci passeggeri della notte!

Dalla fiction  Passeggeri notturni  su RaiPlay

Insieme ad Alice hai la facoltà di tornare dove tutto è iniziato ma partendo da quel capolinea in cui aspetti il treno che ogni santo giorno ti riporta alla tua scandita realtà, stavolta però, impaziente di arrivare all’inizio e riscoprendoti, si spera, stupito da ciò che sei stato.  Come quando compri un libro e lo scegli sempre dalla fine, è lì che si concentra il pensiero dello scrittore, in quelle ultime parole.

In quelle vaghe morali, quasi calcaree, che provengono dalle fiabe passate, è possibile leggere che arrivare alla parola fine, sia l’unico incipit che determina la creatività di quegli esseri pensanti che si sono ciclicamente riversati nel tempo, ancora lontani da questi coevi attimi improntati nel obliare, se non cancellare, l’idea del traguardo.

Quando si evita a ogni costo di ritrovarsi soli, si rinuncia all’opportunità di provare la solitudine: quel sublime stato in cui è possibile raccogliere le proprie idee, meditare, riflettere, creare e, in ultima analisi, dare senso e sostanza alla comunicazione. Certo, chi non ne ha mai gustato il sapore non saprà mai ciò che ha perso, ha lasciato indietro, a cosa ha rinunciato.

Zygmunt Bauman, Cose che abbiamo in comune. 44 lettere dal mondo liquido

E quando arrivi ai titoli di coda, tutto diventa più limpido ed acquista un colore così luminoso che quelle stantie righe gialle delle foto dimenticate in qualche cassetto, svanisco in un lampo. Tutto ritorna ad avere essenza e consistenza, non è più liquido. E la consapevolezza di una vita vissuta così, spontaneamente, è ciò che rivivresti ancora.

Comprendi che se hai detto o fatto qualcosa di incomprensibile, è perchè era quello il lato reale della tua medaglia dorata che tutti non si aspettavano e se ogni cosa ha un tempo ed un luogo, quello era il tuo tempo ed il tuo luogo.

Guardi con occhi maturi la vita mutarsi in strada e tu puoi solo percorrerla. Il tuo bagaglio di esperienze ti ha già dimostrato  che  sono molto poche le persone sincere con cui puoi condividere il viaggio della maturità, quello che rimarrà per sempre negli annali. Quei compagni a cui aggrapparsi nel momento del bisogno e a cui domandare nell’istante in cui senti la necessità di avere fra le mani la certezza della verità.

E in un secondo, percepisci che sei tu quella persona fidata. Come ti conosci tu nessuno potrà mai, per te non hai segreti e non puoi nascondere nulla. Puoi solo annullare il fattore tempo e lasciarlo defluire in un’unica visione. Puoi adottarti ed accettare gli eventi del passato e perdonarti perchè ciò che accade non sempre è causa tua. Ed infine, volerti bene lasciando andare quello che hanno voluto e vogliono gli altri. Ponendoti al posto di guida in questo viaggio in cui hai imparato che il tempo perpetua nel suo cammino distratto ed indifferente ai tuoi umori e alle tue espressioni. Ghost rider che ti supera ed indietreggia in un gioco a moscacieca in cui i ricordi sono alla sua mercè, incastrati tra serrature arrugginite o riposti in cassetti chiusi. Ed è dalla fine che tutto ha di nuovo inizio.

Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: non importa come lo si definisca, ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.

Lo Zahir, Paulo Coelho

Il film Tornare di Cristina Comencini ha concluso l’ultima edizione del Festival del Cinema di Roma ed è visibile sulle piattaforme internet. Bloccato anche lui in questa strana segregazione salutare dal virus invisibile e altamente infetto, capace di distruggere o complicare le vite altrui. Qualcosa da cui proteggersi alla cieca e che, forse, potremmo davvero capire e conoscere solo tornando indietro, lì dove tutto è cominciato.

Buona visione!


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