Arte contemporanea,  Vite di artisti

Yoko Ono, “l’artista sconosciuta più famosa al mondo” cit. Lennon

Raccontare Yoko Ono artista è sempre un’ impresa. Una donna che, nonostante tutto, ancora oggi  agita ed indigna un certo pubblico e che da lui  si protegge con le parole di una frase che ripete spesso, l‘arte è la mia vita e la mia vita è arte. Citazione che racchiude tutto il senso di un’epoca alquanto controversa e refrattaria che diede origine ad un’artista ostacolata con forza e raccontata da Lennon come l’artista sconosciuta più famosa al mondo.

Di Cristiana Zamboni

Pochi sanno chi sia veramente Yoko Ono, nota più per essere stata la distruttiva compagna di John Lennon, intramontabile cantante dei The Beatles, che per l’artista che diede vita insieme a George Maciunas, al movimento artistico neo – dadaista che s’ispirava al ready-made di Duchamp, denominato Fluxus.

Si presume, sia perchè ancora incastrata tra le parole in prima pagina di un vecchio tabloid che non le permette di essere quella figura femminile diversa e molto cresciuta rispetto alla ragazza innamorata, illusa dalla favola della pace e al pieno passo coi suoi tempi, che fu.

Una giovane e futura donna che desiderava un mondo volto alla pace, all’equità e senza guerre e  che teneva occupata la mente col sogno di creare un albero a cui sospendere tutti i desideri del mondo e lasciarli crescere fino al cielo.

 

Yoko è l’artista sconosciuta più famosa al mondo.

John Lennon

Fautrice dell’opera d’arte come segno indelebile ed in perenne evoluzione perché sempre vivo e diverso ogni volta che  qualcuno la osserva e la modifica col suo animo, lasciandovi una traccia del suo passaggio, conquistando così la possibilità, a sua volta, di diventare un artista.

Yoko Ono nasce a Tokyo il 18 Febbraio del 1933, è la prima figlia di una delle più importanti famiglie di banchieri giapponesi e la madre, una pianista, le passò l’amore per la musica e le scelse le amiche con cui giocare.

Durante la guerra è sopravvissuta ai bombardamenti ed alla miseria. Spesso, durante le interviste, ricorda come lei ed il fratello superassero i morsi della fame leggendo il menù sulle nuvole nel cielo. Dopo la guerra si trasferisce a Scarsdale, nello Stato di New York e studia al Sarah Lawrence College.

La mia pittura deriva dal periodo che ho vissuto durante la seconda guerra mondiale. Quando non avevo da mangiare e con mio fratello leggevamo i menù fra le nuvole.

Yoko Ono

E’ una giovane donna alla ricerca di sé stessa e della sua libertà. Un arbitrio che crede di intravedere nell’arte e nella musica e decide di frequentare di artisti, musicisti e poeti che l’affascinano e l’allontanano da quella rigida solitudine che l’ha svezzata, contrastando così le scelte fatte su di lei dai suoi genitori.

A soli diciannove anni Yoko Ono scrive e decora con disegni a pastelli An Invisible Flower, un libro riscoperto per caso dal figlio Sean che sfogliandolo, comprende l’anima soave di sua madre e seppure lei non abbia ancora incontrato il suo Smelty John, percepisce quanto del loro amore già ci fosse nel futuro di entrambi.

Nel 1956 sposa il compositore e pianista giapponese Toshi Ichiyanagi, aderente anche lui al movimento Fluxus con i suoi spartiti a punteggi. L’amore finisce nel 1962 e lo stesso anno sposa Anthony Cox, dal quale ha una figlia nel 1963. Un naufragare di cuore in cuore che si placa nel 1966 quando Ono incontra Lennon per la prima volta ad una sua mostra che, colpito dalla sua opera Apple,  nel 1969 decide di sposarla.

Pioniera dell’arte concettuale, trova nella tecnica delle performance condivise con il pubblico, il suo linguagggio più confacente. Molto celebre  è Cut Piece, attimi in cui Yoko, seduta su un palco, si lascia tagliare i vestiti che indossa da alcuni spettatori.

Altrettanto noto è Grapefruit. Istruzioni per l’arte e per la vita, una raccolta d’artista iniziata  nella prima metà degli anni Cinquanta, in cui brevi ed enigmatiche esortazioni fruttifere sondano in chiave diversa e più positiva la vita. Un concentrato di utopia e psiche reso a tratti divertente da una particolare vena ironica che ricorda le battute sull’arte di Maciunas e pubblicato per la prima volta nel 1964, in Giappone.

Scelse di intitolarlo Pompelmo, perché è l’emblema dell’ibrido e della mescolanza, un’immagine a cui lei stessa sente di appartenere con la sua anima borderline che attinge da tutto quello che sente e riconosce come arte per generarsi e germinare la sua emancipazione.

Yoko Ono è, fondamentalmente, una donna sola. Isolata nel suo voler essere portatrice dell’arte, nel suo amare Lennon e nel portare avanti degli ideali generati da una sua necessaria fuga dalla realtà, portata all’esasperazione nel periodo in cui la guerra ha segnato fortemente la sua vita. Un’ineluttabile evasione che ispirò e si concretizzò nei versi di Imagine.

Collectie / Archief: Fotocollectie Anefo Reportage / Serie: [onbekend] Beschrijving: John Lennon en zijn echtgenote Yoko Ono op huwelijksreis in Amsterdam hercen persconferentie in bed in Hilton Hotel, John Lennon en Yoko Ono Data: 25 marzo

Immagina che non ci sia alcuna nazione. Non è difficile da fare. Niente per cui uccidere o morire. E anche nessuna religione. Immagina tutte le persone vivere la vita in pace.

Imagine- J. Lennon

 

Yoko fu un’ingombrante coinquilina nel grande assetto societario dell’epoca, ancorata ad uno stile di vita al di là delle regole ed autenticamente in linea col momento storico che, a livello mondiale, ha rivoluzionato non solo l’arte e la cultura ma, altresì, la politica e la società.

Invece di procurarti uno specchio, procurati una persona. Guardati. Usa persone diverse. Vecchi, giovani, grassi, piccoli, ecc.

Grapefruit- Istruzioni per l’arte e la vita Y.Ono

Nascono i primi movimenti di protesta per la parità dei sessi e delle etnie ed è il momento in cui la crisi di Cuba arriva all’apice e la guerra del Vietnam diventa il vero cancro americano. L’amore e la libertà sfilano per le strade e nasce la cultura hippie che trova sfogo negli inebrianti tre giorni di pace, amore, elusione e musica rock, sull’erba di Woodstock mentre Londra diventa la culla di Freddie Mercury e dei Queen.

È un’utopia, ma noi creiamo il futuro con i nostri desideri.

Yoko Ono

Un perfetto e fluttuante stravolgimento del bon ton borghese e ben pensante stava cambiando l’aspetto della società e parole come libertà, trasgressione, amore, armonia, guerra, bombardamenti e morti, risuonano in continuazione ed ovunque anche intorno a Yoko Ono, una donna che già di suo crede ed aspira alla pace nel mondo, fortemente convinta che un sorriso sia l’innesco migliore per una spropositata bomba contenente petali di fiori. Una donna capace di identificare il suo pensiero e determinata ad esprimerlo, anche attraverso il suo eclettico far arte, al mondo che la circonda.

Skylanding” di Yoko Ono (2016) a Jackson Park, Chicago. Fonte foto Rdevany https://commons.wikimedia.org/wiki/File:SkyLanding_Jackson_Park_-_1.jpg

Yoko Ono non ha creato nulla e continua a non creare nulla, è semplicemente un riflesso del suo tempo.

Brian Sewell

Yoko Ono è sempre stata una figura controversa e vittima del suo tempo e del cognome Lennon che, a sua volta, oscurò quasi completamente il movimento Fluxus. Probabilmente non fu un’artista particolarmente geniale così come, a detta di molti critici e storici dell’arte, non lo fu la sua arte ma, senza ombra di dubbio è possibile affermare che fu una ribelle anticipatrice dell’arte contemporanea.

Il MoMa nel 2015, presenta la sua retrospettiva One Woman Show, 1960 – 1971, esponendo le sue opere più rinomate e denigrate unitamente ad alcune in anteprima. Miccia che riporta alla ribalta l’arte di Yoko Ono e che, ancora scatena furiose reazioni nel mondo dell’arte.

L’arte di Yoko Ono è uno specchio: come la sua opera Box of Smile , ci riconosciamo nella nostra reazione ad esso; un piccolo stimolo ad un’illuminazione personale, molto zen.

Kimmelman

Comunque sia, il pubblico contemporaneo osserva lei  e la sua arte con un’apertura ed un’attenzione senza precedenti, trasformando il desiderio dell’artista in realtà. Infatti, nel 1971 Yoko Ono pubblicizzò al mondo intero una sua prossima mostra al MoMa, mai concessa, intitolata  Museum of Modern (F)Art.

Eva Rinaldi / CC BY-SA
‘La guerra è finita! (se lo vuoi) Mostra di Yoko Ono – Sydney, Museum of Contemporary Art Australia (10867835755) commons.wikimedia.org Eva Rinaldi / CC BY-SA

Esprimi un desiderio. Scrivilo su un foglio di carta. Piegalo e legalo intorno a un ramo di un albero dei desideri. Chiedi ai tuoi amici di fare lo stesso. Continua a desiderare. Fino a quando i rami non saranno coperti di desideri.

Wish Piece 1996 (Grapefruit) Yoko Ono

Una delle sue opere esposte di maggior successo è Wish Tree, del 1981, performance in cui l’artista invita gli spettatori a scrivere su un biglietto il loro desiderio più grande per poi appenderlo ai rami di un albero. Un’installazione concretizzatosi, per la prima volta, in Finlandia dando vita ad una piccola foresta di alberi con desideri che, ancora oggi, continuano a crescere e prosperare.

Camminando per le opere esposte, è fortemente percepibile la presenza della giovane Yoko che si  divincola nel suo intimo tra innocentisti e colpevolisti cercando, a modo suo di fare arte. Un’aurea ovattata riporta il visitatore a quegli anni in cui, il vortice di illusoria utopia, penetrava tra le vene ed era ostentato con la stessa teatralità delle guerre contro cui combatteva.

La bellezza della libertà è che non lascia traccia. L’aquila, quando vola, non lascia alcuna traccia, lo scienziato sì.

Jiddi Krishnamurti

Yoko Ono oggi risorge dal dimenticato purgatorio della cultura Peace & Love e  presenta la stessa guerriera con l’animo di una principessa trasformata, dalla verde e succosa mela, in una strega. Un’artista che da sempre aspira ad un mondo in pace, in cui tutti possono esser artisti. Del resto,  l’arte è una cosa che deve occuparsi di cose insignificanti e l’atto creativo deve poter appartenere a tutti, come precisava con una punta di efferata ironia, George Maciunas.

 

Sono una di quelle persone che potresti pensare come un tuttofare. Non mi limito a un mezzo. A volte l’ispirazione arriva come musica; a volte arriva come visivo.

Yoko Ono – INFINITE UNIVERSE AT DAWN –

 


Bibliografia:

Grapefruit: A Book of Instructions and Drawings by Yoko Ono di Yoko Ono edizione  2000

Imagine John Yoko di Yoko Ono Ediz. illustrata 20 settembre 2018

An Invisible Flower di Yoko Ono con presentazione di Sean Lennon 1 febbraio 2012 Chronicle Books Llc

Sometime in New York City  1995 di Yoko Ono e Bob Gruen


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